La cardiomiopatia ipertrofica (CMI) rappresenta una malattia dalle caratteristiche cliniche e dal decorso estremamente variabile. Un tempo particolarmente temuta per il rischio di morte improvvisa nei giovani, attualmente viene considerata una patologia benigna con sopravvivenza sovrapponibile alla popolazione generale. I progressi tecnologici hanno consentito una migliore accuratezza diagnostica e trattamenti efficaci, in particolare per quanto riguarda la prevenzione delle morti aritmiche. La presenza di ostruzione rappresenta tuttavia ancora un importante fattore prognostico negativo sia in termini di sopravvivenza che di qualità della vita.
Dr.ssa Chiara Calore
Co-autore
Azienda Ospedale - Università Padova